Sport4LifeCoach e l’apprendimento, per ragazzi e adulti
«Del progetto TuttiFuoriClasse abbiamo iniziato a parlare ormai dieci anni fa. Da un lato per Sport4LifeCoach era determinante affrontare il piano dell’apprendimento. Dall’altro voleva sostenere l’allenamento dei ragazzi in quella che aveva capito essere la palestra più importante della loro vita: la scuola. Così mi hanno coinvolto, perché avevo circa quindici anni di esperienza scolastica da docente, ma anche perché c’era una sensibilità comune su quei temi.»
Riccardo Spadoni, 46 anni, insegna materie umanistiche alle superiori, ma il ruolo di professore tout court è riduttivo, perché si è occupato del tema dell’apprendimento in modo ampio e trasversale. È un mental coach, ha lavorato da formatore nelle aziende, e questa varietà lungo il percorso ha arricchito la sua visuale. «Se vedo uno studente che non segue, capisco perché non stia seguendo e cambio modalità. Dalla lezione frontale, per esempio, passo ad altro. Questo mi viene dal coaching, non dalla scuola. E vedo la possibilità di applicarlo non solo ai ragazzi di scuola, ma anche agli adulti alle prese con problemi della vita adulta. Perché il percorso di formazione dura una vita.»
Ha seguito da vicino l’evoluzione di TuttiFuoriClasse. «Rispetto ai primi passi, il progetto si è affinato molto. Mentre la metodologia è in continuo aggiornamento, la filosofia di fondo è comunque rimasta la stessa: individuare attitudini e punti di forza, e usarli come leva per generare passione, scoprire vocazioni, valorizzare la persona.» Il progetto è centrato sul concetto degli stili di funzionamento. Il Sentire, che sinteticamente si può collegare all’empatia, ai cinque sensi. Il Pensare: dove la dimensione analitico-razionale prevale su quella istintiva. E il Fare: questo sì, istintivo, e tipico di una mentalità imprenditoriale se non artistica.
Il primo passaggio di TuttiFuoriClasse è aiutare la persona a individuare il suo stile di funzionamento. Il secondo è elaborare un metodo di studio, partendo dallo stile individuato, per far emergere al meglio le caratteristiche proprie di quella persona. «Ognuno di noi ha certe caratteristiche. Magari non sono riconosciute, o comunque non sono valorizzate, ed è proprio lì che noi interveniamo» dice Riccardo. «Facciamo in modo che la persona si conosca, costruisca un metodo di studio e un percorso funzionale alle proprie caratteristiche.»
Riccardo conosce la limitatezza del perimetro d’azione della scuola. «Purtroppo la scuola non ti prepara a gestire le emozioni, non insegna la leadership personale o quali sono i tuoi ostacoli interni. Oppure, lo fa solo in un modo indiretto, senza mostrare esempi pratici e senza insegnare un metodo. Invece è cruciale trovare collegamenti tra quello che i ragazzi studiano e quella che è la loro vita, e da lì sviluppare un metodo. L’apprendimento è un processo emotivo. Allora, certo, con TuttiFuoriClasse diamo un aiuto nel percorso scolastico, ma l’obiettivo è andare al di là: permettere al ragazzo di raggiungere una crescita personale a 360 gradi. Quello che facciamo è cercare ponti da attraversare, per creare un’attivazione emotiva e far incontrare la teoria e la realtà. E il progetto si rivolge a ragazzi e ragazze, ma non solo. Perché, lavorando sulla mentalità, è in grado di sostenere anche l’adulto.»
Da quando Riccardo ha iniziato a collaborare con Sport4LifeCoach, la società si è inevitabilmente trasformata. E lui ha osservato alzarsi l’asticella delle difficoltà dei giovani. «Negli ultimi tempi, la fragilità è aumentata al punto da diventare un tema fondamentale e un’area di lavoro molto importante. C’è un’enorme paura dell’errore e della frustrazione che ne consegue. Perciò serve un potenziamento della fiducia in sé, e un impegno maggiore da parte nostra per aiutare a raggiungere una mentalità più strutturata, più solida. Lo sport agonistico allena proprio questi aspetti, ed è il motivo per cui TuttiFuoriClasse sta così bene all’interno di Sport4LifeCoach. La costruzione della routine nello sport non è poi diversa dalla costruzione di un metodo di studio. I cali d’attenzione di uno studente non sono poi diversi dai cali d’attenzione che possono danneggiare un atleta. E il coach, in qualunque palestra, è un facilitatore di strategie. Io ho un percorso lungo, ho maturato una certa esperienza» continua Riccardo, «ma il mondo cambia in fretta. Perciò per un verso trasmetto degli strumenti a Luca, e per l’altro lui mi mostra una prospettiva diversa e preziosa. Una prospettiva basata sulla sua esperienza, sulla sua età, sul suo rapporto con i giovani. Sono riscontri davvero importanti, quelli che mi dà.»
Luca Venturini, 22 anni, pavese, da alcuni mesi supporta Riccardo nel progetto TuttiFuoriClasse. Fin dall’inaugurazione del centro di Sport4LifeCoach, ha partecipato alle attività, seguito progetti ed eventi: «Mi sono immerso completamente.» Poi ha preso coraggio e chiesto come potesse dare un suo contributo a quello che chiama «il mondo Sport4LifeCoach.» Oltre alla sua giovane età, è il suo profilo a essere interessante per il progetto. Studente universitario prossimo alla laurea in Comunicazione, Luca ha esperienza nello sport ed è un educatore, si occupa del dopo scuola di bambini delle elementari. Un’esperienza che lo ha portato a conoscere aspetti e a sviluppare abilità che ritrova quotidianamente a Sport4LifeCoach. «La responsabilità. L’attenzione ai particolari. L’aver a che fare con gli adulti, in quel caso i genitori. E la scelta delle parole: è importantissima con gli atleti, come con i bambini. Per esempio, un feedback positivo può essere dato in modo diverso: dire un ‘bravo’ generico, oppure entrare nel dettaglio, cambia parecchio.» Nei confronti di Riccardo ha parole di gratitudine: «Abbiamo un rapporto ottimo, grazie a lui: da subito mi ha trattato come una persona su cui poter fare affidamento, mi ha coinvolto, è stato sempre attento.» E più in generale, essere entrato nel mondo di Sport4LifeCoach è stato un grande passo personale, lo dice senza mezzi termini: «Conoscere Sport4LifeCoach mi ha cambiato la vita. Nell’organizzazione, nel modo di parlare. E anche per quanto riguarda il progetto TuttiFuoriClasse: il mio rapporto con lo studio sarebbe stato diverso, se avessi avuto a disposizione questo strumento.»
Tommaso Giagni

