Quattro giorni di attività sportive e momenti di confronto per aiutare ragazzi tra i 10 e i 13 anni a riconoscere le potenzialità
Sport, gioco e crescita personale si sono incontrati nel progetto “Potenzialità e Sport”, un percorso di quattro giorni rivolto a ragazzi tra i 10 e i 13 anni e nato con l’obiettivo di aiutarli a riconoscere alcune risorse personali fondamentali. L’iniziativa, promossa dal team di S4LC, si è svolta a dal 9 al 12 giugno e ha coinvolto un primo gruppo di ragazzi. Al centro del percorso non c’era soltanto l’attività sportiva, ma la possibilità di utilizzare il movimento, il gioco e il confronto come strumenti per osservare meglio se stessi e il proprio modo di affrontare situazioni, relazioni e difficoltà. Il progetto prende ispirazione dalla psicologia positiva e dal lavoro di Martin Seligman sulle potenzialità del carattere, intese come risorse personali che ogni individuo può riconoscere, allenare e valorizzare nei diversi contesti di vita. Quando queste potenzialità emergono, non producono benessere solo in chi le manifesta, ma anche nelle persone che le osservano, le accolgono e ne vengono coinvolte.
A partire da questa cornice, il team di S4LC ha scelto di lavorare su tre potenzialità particolarmente significative per la fascia d’età coinvolta: creatività, curiosità e amore per l’apprendimento. Tre dimensioni centrali in un periodo della crescita in cui i ragazzi iniziano a confrontarsi con ambienti diversi, nuove relazioni, sfide scolastiche, sportive e personali. La scelta della fascia 10-13 anni non è casuale. Si tratta di un’età di passaggio, in cui imparare a dare un nome alle proprie risorse può diventare uno strumento importante per affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni quotidiane, dentro e fuori dal contesto sportivo. Durante le giornate, i ragazzi sono stati guidati in attività ludiche e sportive strutturate, pensate per trasformare concetti astratti in esperienze concrete. L’obiettivo non era spiegare le potenzialità solo a parole, ma permettere ai partecipanti di viverle direttamente attraverso il corpo, il movimento, la collaborazione e il confronto con i compagni.
La prima giornata è stata dedicata alla creatività, intesa come capacità di trovare nuove idee per migliorare la vita. Attraverso la creazione di uno sport con vincoli imposti, i ragazzi hanno sperimentato quanto sia importante uscire dagli schemi, modificare il proprio punto di vista e trasformare una difficoltà in opportunità, sempre nel rispetto delle regole condivise. La seconda giornata ha messo al centro la curiosità, vista come spinta alla ricerca, al perseguimento e alla scoperta continua di opportunità di conoscenza e di mete inedite e sfidanti. Le attività hanno invitato i ragazzi a non limitarsi all’esecuzione di un compito, ma a porsi domande, osservare ciò che accadeva e lasciarsi guidare dal desiderio di scoprire. Tra le esperienze proposte, la caccia al tesoro ha rappresentato un esempio concreto di attività in cui il valore non era arrivare a un risultato, ma vivere il processo della ricerca. Il terzo giorno è stato dedicato all’amore per l’apprendimento, una potenzialità che non riguarda soltanto lo studio, ma il desiderio più ampio di imparare, migliorarsi e comprendere qualcosa di nuovo. Attraverso l’esperienza sportiva, i ragazzi hanno potuto osservare come l’errore, il tentativo e il confronto non siano ostacoli, ma parti naturali del processo di crescita. La ripetizione di esercizi nuovi e l’osservazione dei compagni hanno permesso ai partecipanti di constatare un miglioramento progressivo nel corso dell’attività. Il quarto giorno aveva come tema la comunicazione, filo conduttore dell’intero percorso. Dopo aver lavorato sulle potenzialità individuali, i ragazzi sono stati accompagnati a riflettere su come queste risorse entrano in gioco nella relazione con gli altri. Attraverso attività pratiche, hanno sperimentato diversi stili comunicativi e osservato come distanza, velocità e precisione possano influenzare l’efficacia di un messaggio.
L’esperienza ha permesso di far emergere un concetto semplice ma molto concreto: comunicare non significa soltanto trasmettere informazioni, ma scegliere il modo più adatto per farsi capire in base alla situazione, allo spazio, al tempo e alla relazione con l’altra persona. Ogni giornata si è conclusa con un momento di debriefing, durante il quale i partecipanti hanno condiviso sensazioni, pensieri e collegamenti con la propria vita quotidiana. Questo passaggio ha rappresentato una parte essenziale del percorso, perché ha permesso ai ragazzi di dare significato a ciò che avevano vissuto durante le attività: un’occasione per collegare il gioco a situazioni reali vissute a scuola, nello sport, in famiglia o nelle relazioni con i coetanei. Uno degli aspetti più significativi del percorso è stato il processo di costruzione condivisa dello sport. I ragazzi sono partiti dal primo giorno con il solo elemento creativo, per arrivare all’ultima giornata a integrare tutte e tre le potenzialità affrontate, insieme all’elemento comunicativo. In questo modo, l’attività non è rimasta un semplice esercizio, ma si è trasformata in un’esperienza progressiva, coinvolgente e riconosciuta dagli stessi partecipanti come stimolante e divertente. Un aspetto importante del progetto è stato anche il cambiamento nella conduzione delle giornate. Ogni membro del team ha avuto in carico una potenzialità specifica, offrendo ai ragazzi la possibilità di sperimentare modalità relazionali diverse. Questo ha reso il percorso più ricco e dinamico, permettendo ai partecipanti di confrontarsi con stili educativi differenti e con prospettive diverse sullo stesso tema.
A conclusione del percorso, sono stati organizzati incontri individuali con ragazzi e genitori, pensati per offrire una restituzione più personale sull’esperienza vissuta. Questo momento ha permesso di chiudere il progetto non come una semplice attività di gruppo, ma come un’occasione di osservazione, ascolto e confronto condiviso tra famiglie e team educativo. “Potenzialità e Sport” rappresenta il primo passo di un progetto che S4LC intende far crescere e sviluppare nei prossimi anni. La risposta dei ragazzi è stata positiva, soprattutto nei momenti in cui le attività sportive si sono trasformate in occasioni di riflessione personale. Proprio da qui nasce il valore dell’iniziativa: mostrare che lo sport non si limita a una prestazione o a un risultato, ma è un processo che ci permette, un passo alla volta, di conoscere e valorizzare le potenzialità.
Luca Venturini

